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MUSICA CLASSICA E ARTE  2008

1888

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Rimskij-Korsakov - Shéhérazade
Rimskij-Korsakov compose Shéhérazade a Niejgovitsij, nel 1888, ispirandosi ad alcuni episodi e quadri, tra loro slegati, delle Mille e una notte.
Il filo conduttore musicale, consistente nelle brevi introduzioni al primo, al secondo e al quarto movimento, e nell'intermezzo del terzo movimento, è scritto per violino solo e ritrae Shéhérazade mentre viene svolgendo i suoi meravigliosi racconti al crudele Sultano. Nella maggioranza dei casi, quelli che sembrano motivi conduttori sono invece materiali puramente musicali, impiegati, in tutti i movimenti della suite, soltanto per lo sviluppo sinfonico, interferendo l'uno con l'altro e alternandosi quali elementi connettivi. Uno stesso motivo, presentandosi sotto aspetti diversi, finisce così per evocare quadri, immagini, azioni differenti. Il motivo di fanfare, intonato dal trombone e dalla tromba con sordina, che compare nella leggenda di Kalender (secondo movimento), ritorna, ad esempio, nel quarto movimento per esprimere la tragica predestinazione del vascello di Sinbad, anche se l'episodio non è affatto connesso con la storia di Kalender.

Il tema principale del racconto di Kalender (si min., in 3/4) e il tema della Principessa nel terzo movimento (si bem. magg., in 6/8, clarinetto), riappaiono, in forma alterata e in tempo vivace, come temi secondari nell'episodio della festa di Bagdad, benché nulla si dica nelle Mille e una notte circa le persone che vi prendono parte. La frase all'unisono, che può essere riferita al crudele sposo di Shéhérazade all'inizio della suite, si ripresenta nella leggenda di Kalender, dove non è più presente il sultano Schahriar. In tal modo, sviluppando in piena libertà gli elementi assunti a base della composizione, i quattro movimenti della suite sinfonica appaiono strettamente saldati dalla comunanza dei motivi, presentando, nello stesso tempo, un caleidoscopio di immagini fiabesche e di evocazioni di carattere orientale.

La musica inizia con la presentazione della figura cupa del Sultano (un tema poderoso in ottava, caratterizzato da un trillo fremebondo). Segue un breve interludio, quindi il violino solo delinea, sullo sfondo degli accordi dell'arpa, il sinuoso motivo che personifica Shéhérazade.

La musica descrive ora il movimento largo e maestoso del mare. Risuona d'improvviso, implacabile, la voce del Sultano (il tema è lo stesso dell'inizio) insieme ai tremuli accenti di Shéhérazade. Il motivo di Shéhérazade, che apre la seconda parte della suite, suonato dal violino solo (accompagnato dall'arpa), termina con una cadenza estremamente brillante e introduce al tema principale del pezzo, affidato al fagotto. Dopo un momento di calma si dischiude una scena di barbarico splendore: gli squilli degli ottoni e le frasi spiegate degli archi e dei legni si uniscono in un susseguirsi turbinoso di tonalità.

Nel racconto del giovane Principe e della giovane Principessa, che costituisce il terzo movimento, è il Principe ad apparire per primo, personificato dalla espressiva melodia di inizio dei violini; immediatamente dopo appare la Principessa, con un breve, delicato motivo, intonato dolcemente dal clarinetto. Ancora una volta si ode la voce severa del Sultano, fermo nella sua decisione di uccidere la moglie dopo la prima notte.

Ma Shéhérazade incalza coi suoi racconti e lo distrae nuovamente con una fiorita descrizione della festa di Bagdad. A questa scena, animata e piena di colore, conduce una corta e brillante cadenza del violino. Mentre tornano a risuonare i sinistri accenti del Sultano, Shéhérazade, continua imperterrita la sua narrazione.

D'improvviso ci si ritrova sul mare, sul largo ponte del vascello di Sinbad. Ma non è più il mare calmo dell'inizio. Le sue ondate gigantesche arrivano ad altezze paurose, il vascello oscilla da poppa a prua, gli alberi si curvano, i volti pallidi dei marinai si volgono verso una roccia immensa sormontata da un guerriero di bronzo; verso quella roccia è sospinto anche il vascello, irresistibilmente attratto da una forza misteriosa. Un fragore spaventoso si ripercuote nel cielo. Il vascello naufraga, con lo scafo squarciato, contro la roccia. Ritorna il tema di Shéhérazade.

E finalmente il Sultano parla. Ora però lo fa dolcemente, amorevolmente. E, sullo sfondo di ineffabili armonie, il suono del violino si libra vittorioso.
Shéhérazade fu eseguita, per la prima volta, il 28 ottobre 1888 a Pietroburgo, diretta dall'autore.

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