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MUSICA CLASSICA E ARTE  2008

1913

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A.Berg -  Altenberg Lieder op. 4
Il fatto che a quel punto Berg poteva essere "lasciato a se stesso" deve però aver creato delle difficoltà psicologiche ed emotive a Schoenberg, infatti la prima composizione che Berg scrisse senza la diretta supervisione del maestro determinò la prima crisi importante nel loro rapporto.
Si tratta dell'opera 4 con i testi di von Peter Altenberg, che Berg completò un anno dopo il trasferimento di Schoenberg a Berlino.
Il 31 marzo 1913 Schoenberg diresse a Vienna un concerto che comprendeva due degli Altenberg Lieder: le proteste di una fazione ostile del pubblico determinarono un disordine tale da costringere a interrompere il concerto durante l'esecuzione dei pezzi di Berg.
Due mesi dopo Berg andò a trovare Schoenberg a Berlino e dalle lettere scritte al maestro dopo quest'incontro emerge non solo che Schoenberg non cercò in alcun modo di rassicurarlo, ma anzi che aggiunse il proprio biasimo a quello espresso dalla critica e dal pubblico.
Willi Reich, biografo "ufficiale" di Berg, afferma che "a determinare la violenta riprovazione di Schoenberg fu forse la forma aforistica delle composizioni più recenti" — gli Altenberg Lieder e i Quattro pezzi per clarinetto e pianoforte op. 5, terminati nella primavera del 1913 — "sono così brevi da escludere ogni possibilità di un ampio sviluppo tematico".
E' difficile capire cosa potesse spingere Schoenberg a criticare questa caratteristica in Berg piuttosto che in Webern, le cui composizioni sono sempre "così brevi da escludere ogni possibilità di un ampio sviluppo tematico".
Inoltre lo stesso Schoenberg si era appena rivolto alla "forma aforistica" con i Sei piccoli pezzi per pianoforte e con Pierrot lunaire.
Ancor più difficile è capire perché Schoenberg avesse scelto di eseguire l'op.4 di Berg in una versione incompleta, fatalmente destinata a presentare la composizione in una prospettiva fuorviante, tanto più se si considera la sua insistenza sull'autenticità, assolutamente non disposta a compromessi di sorta, nell'esecuzione delle proprie composizioni.
Questa fu un'esperienza traumatica per Berg: non cercò più di far eseguire gli Altenberg Lieder, pur trattandosi forse della sua composizione più bella dopo le due opere e la Lyrische Suite; questi Lieder rimasero inediti ancora per diciassette anni dopo la morte dell'autore.
A prescindere dalla loro concisione, gli Altenberg Lieder hanno poco in comune con le frasi aforistiche di Webern.
Sono piuttosto delle miniature che racchiudono in limiti di durata molto ristretti le risorse timbriche di una grande orchestra e un sistema estremamente complicato ed ampio di interrelazioni motiviche.
Nelle battute introduttive in pianissimo sei figure ostinate simultanee, tutte di lunghezza differente,creano un denso appannamento sonoro.
Rigorosi schemi di trasformazione, affini a quelli che aprono il Quartetto ma su scala ben più ampia, portano ordine in questo caos e fanno emergere una progressione che arriva fino all'esposizione in fortissimo della figura armonica fondamentale dell'opera, per poi retrocedere tranquillamente sullo sfondo per la prima entrata della voce solista.
L'effetto è quello di un denso sipario sonoro che si apre per far scorgere e inquadrare l'elemento centrale dell'opera, cioè il canto.
L'efficacia delle immagini musicali e le risorse tecniche impiegate lasciano presagire il compositore di Wozzeck.
La formulazione lineare del primo accordo costituisce il motivo fondamentale dell'opera.
Il suo tema principale invece, contrapposto a questi motivi per così dire cellulari, è il primo esempio di una serie ordinata di dodici note.
L'ultimo tempo, che termina con la citazione inversa, è una passacaglia basata su tre soggetti, uno dei quali è questa serie dodecafonica, e quindi anticipa la nota passacaglia su un tema dodecafonico della quarta scena del primo atto di Wozzeck.
Il precoce interesse di Berg per l'esposizione sistematica di tutte le dodici classi di altezze trova un'altra conferma nell'accordo di dodici note che apre e chiude il terzo Lied, nel quale serve a descrivere musicalmente la parola All (tutto) del verso iniziale e finale del testo, in questo caso con i verbi al presente: Oltre i confini del tutto, pensoso hai spinto (spingi ancora) lo sguardo.
Per quanto l'op. 4 sia originale e innovativa, essa deriva inequivocabilmente dalla musica di Schoenberg e le sue fonti sono in particolare il terzo e il quarto movimento del Quartetto n. 2, del quale Berg aveva realizzato la riduzione per canto e pianoforte, e i Cinque pezzi per orchestra.

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