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MUSICA CLASSICA E ARTE  2008

1924

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A. Berg - Wozzeck - atto I scena III

Opera in tre atti, dal dramma di Biichner ( 1921) — Lo scrittore Georg Biichner, allorché mori nel 1837, a soli 24 anni, lasciò una "Ballata tragica" in 25 brevissime scene dal titolo Wozzeck, in cui la crudezza del linguaggio e la forte componente ideologica, la dura polemica sociale, contribuiscono a farne quasi un dramma "espressionista" avanti lettera.

Wozzeck è il nome di un soldato, personaggio di una cronaca squallida, dolorosamente immersa nella concreta verifica di un vivere quotidiano di miseria e di dolore che fatalmente si lega alla dura legge della sopraffazione e dello sfruttamento. Biichner conduce la propria critica al mondo circostante ad un grado elevatissimo di consapevole pessimismo, puntando chiaramente l'indice accusatore contro la classe socialmente dominante.

Il soldato, vittima degli esperimenti psicologici del "Dottore" e costretto dal "Capitano" a svolgere i lavori più umili e servili, altro non è che un simbolo, naturalmente, che riflette la condizione alienata dell'individuo ridotto a cavia, o quanto meno a oggetto di uno spietato meccanismo di sfruttamento sociale. "Noi povera gente, se anche arrivassimo in paradiso saremmo obbligati a fabbricare i tuoni," sono parole di Maria che aiutano a capire il clima morale nel quale si svolge l'opera, e che vanno intese come il contrassegno di un concreto, esplicito dissenso politicamente qualificato, dato che proprio l'auto-ironia senza speranza implica la profonda, apparentemente irredimibile negatività, l'instabilità psicologica di figure umane sovrastate dall'assurda razionalità del meccanismo sociale disumanizzato.

Solo Maria, la donna con la quale il soldato vive, e il figlioletto che da lei ha avuto, sono le radici umane dello sventurato Wozzeck. Quando la donna lo tradisce con il "Tamburmaggiore" per ragioni quanto meno futili, Wozzeck è trascinato come in un vortice, gli ultimi legami conia vita vengono recisi, anche a causa degli esperimenti del Dottore sulle reazioni di un povero essere incolto e impulsivo come il nostro alle insinuazioni e al tarlo della gelosia: egli uccide infatti la donna distruggendo successivamente la propria vita.

Solo allora la gente comune si accorgerà che il soldato era un essere umano e non un fantoccio.

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