fiordalice

MUSICA CLASSICA E ARTE  2008

1886

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J. Brahms - Trio per pianoforte, violino e violoncello in do minore op. 101
Capolovaro assoluto, non solo nell'ambito dei trii, l'op. 101 si staglia con i contorni netti e definiti di contenuti musicali potenti ed efficaci, e al tempo stesso concisi e compatti. L'originalitÓ dell'invenzione, il piglio energico di stampe beethoveniano lo struggente lirismo di alcuni passaggi fecero cosi commentare Clara Schumann nel suo diario "...Che lavoro! Assolutamente geniale per passione, forza di idee, grazia e poesia! Prima d'ora nessun'altra opera di Brahms mi ha tanto trascinato... Stasera sono felice come non lo ero da tempo╗.

Con gesto secco e perentorio il tema dell'Allegro esaurisce il proprio contenuto in sole quattro battute espandendosi come un'eco fino ai vigorosi accordi puntati della seconda idea tematica, mentre archi che rimbalzano, e un armonia cambiata di modo, danno alla riproposizione del tema iniziale un profilo ancor pi¨ titanico e poderoso. Commovente Ŕ invece, nella sua geniale semplicitÓ, il cantabile de secondo tema, splendidamente disegnato dagli archi. Il primo tema irrompe con passo pesante, aprendo lo Sviluppo; le sue due idee tematiche vengono qui rivisitate nell'ordine in maniera multiforme, raggiungendo un climax espressivo nel quale si fondono i profili ritmici dei due soggetti. Tutto si placa con un piano improvviso: Ŕ la Ripresa, con il primo tema svuotato di energia, ovvero senza le due battute iniziali, che si svela gradualmente, per poi portarsi al canto appassionato del secondo tema rese ancor pi¨ caldo e avvolgente dal trasporto in tessitura pi¨ bassa. La mancata ripresa del primo tema viene comunque compensata dalla sua prepotente rievocazione nel finale Scarno ed essenziale il secondo movimento.

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