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MUSICA CLASSICA E ARTE  2008

1921

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Paul Hindemith - Kammermusik n.1 op,24
Le Kammermusiken, composizioni per vari organici strumentali quasi sempre di una certa consistenza anche quantitativa, rappresentano un blocco omogeneo, ove l'itinerario stilistico hindemithiano si coagula in composizioni esemplari a puntualizzare i vari momenti dell'evoluzione stilistica: si può dire insomma che esse offrano, nella produzione sterminata del musicista, una costante di riferimento.
Anche quando vengono utilizzati complessi della dimensione di una piccola orchestra, la scrittura è sempre di tipo cameristico, cesellato, e le idee musicali si riflettono con la massima chiarezza; inoltre lo stile è spiccatamente "concertante," oppone cioè sempre varie sezioni o vari strumenti, con funzione più o meno solistica. In questo senso è da accettare pienamente la tesi che vuole le Kammermusiken nate sul modello dei Concerti Brandemburghesi di Bach, solo che diversamente da altri musicisti, come ad esempio Stravinski, Hindemith non intende realizzare un "rifacimento" stilistico, ma solo ripristinare la limpidità del discorso contrappuntistico, l'oggettiva plasticità delle strutture formali.
La Prima Kammermusik (1922): il tipo di scrittura è rigorosamente polifonico e "dotto," ma il materiale è decisamente moderno, politonale e a tratti atonale, con riferimenti al jazz e alla musica leggera opportunamente distorti in una visione compositiva fortemente aggressiva e ironica (si pensi solo all'effetto parodistico e drammatico insieme della sirena nel "Finale"), cui non è per nulla estranea la suggestione dell''espressionismo, sebbene più nel senso che diventerà tipico di Kurt Weill che non nell'accezione schònberghiana.

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