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MUSICA CLASSICA E ARTE  2008

1909

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S. Rachmaninov Concerto n.3 in re min. op.30
Il Concerto n. 3 in re min. op. 30, composto da Rachmaninov nel 1909, ed eseguito per la prima volta a New York il 28 novembre di quello stesso anno, suonato dall'autore e diretto da Walter Damrosch, è un'opera di notevole impegno formale, in cui Rachmaninov abbandona parzialmente certi toni retorici e magniloquenti per privilegiare un'effusività più lirica e raccolta. Di questo concerto, che è il più lungo di Rachmaninov, l'autore (che a partire dalla fine degli anni Trenta aveva smesso di eseguirlo ritenendosi inferiore come interprete a pianisti più giovani come Horowitz e Gieseking) aveva curato anche una versione drasticamente ridotta, che però non godette mai di particolare successo.

Il primo movimento, Allegro ma non tanto, ha un andamento tranquillo e contemplativo ed è quasi completamente affidato al solista che tace solo in un luogo, durante il ponte suonato dall'orchestra, che unisce nell'esposizione il primo al secondo tema. Quest'ultimo tema è il più seducente dell'intero concerto, malgrado che lo sviluppo dell'Allegro ma non tanto sia tutto basato su metamorfosi del primo tema e nella ripresa sia appena accennato.
Il secondo tempo, Intermezzo, Adagio, è una pagina di gusto schiettamente romantico, ricca di appassionato lirismo: verso la fine le terzine del pianoforte suggeriscono in filigrana un malinconico valzer in fa diesis min. melodicamente intonato dal clarinetto e dal fagotto e accompagnato dal pizzicato degli archi.

Nel terzo tempo, Finale, alla breve, ritornano spunti tematici del primo movimento, rielaborati con grande virtuosismo; la coda esplora ulteriori sonorità, dapprima riprendendo il tema principale del primo movimento atteggiato in una sorta di danza macabra, eppoi concludendo con uno sfrenato trattamento del secondo tema del Finale stesso.

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