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MUSICA CLASSICA E ARTE  2008

1909

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A.Schoenberg - Erwartung op.17
Erwartung - libretto di Marie Pappenheim - Tradotto in italiano da Cristina Baseggio - (Attesa) Monodramma in un atto.
Forse l’opera più significativa del teatro musicale espressionista, nonché primo lavoro teatrale di Schönberg, venne composta nel 1909 a Vienna. Tanto breve (dura una trentina di minuti) quanto densa di contenuti drammatici e musicali, si avvale di un libretto scritto dalla giovane poetessa e medico Marie Pappenheim, senza dubbio sotto l’influenza dei coevi studi psicoanalitici di Freud. Singolare, o comunque assai insolito in tutta la storia del teatro d’opera, il fatto che nel lavoro compaia un solo personaggio aspetto, quest’ultimo, che accomuna la drammaturgia schönberghiana  alla letteratura viennese coeva, se è vero che di lì a poco uno scrittore del calibro di Arthur Schnitzler avrebbe iniziato ad adottare, in alcuni suoi celebri racconti, il corrispondente stile letterario basato sul monologo interiore.

L’atto unico è suddiviso in quattro quadri, i primi tre brevissimi, non occupando insieme che un quarto della durata
complessiva.

Scena prima . Su una strada al limitare di un bosco, una donna cerca ansiosamente il proprio amante. L’oscurità della notte la
opprime.

Scena seconda. La donna si inoltra nel bosco seguendo un oscuro sentiero; è terrorizzata dai suoni che la circondano. A un certo
momento le sembra di urtare un corpo, ma si tratta semplicemente di un tronco d’albero.

Scena terza . Il sentiero si apre su una radura illuminata dalla luna; ma la donna non è meno terrorizzata dalle ombre che le
sembra di intravvedere e dai rumori che sente sempre più opprimenti.

Scena quarta . Su una strada all’uscita dal bosco la donna, esausta, si imbatte nel corpo inanimato dell’amante, nei pressi di
una casa che potrebbe essere quella della rivale: realtà e sogno, immaginazione e delirio isterico a questo punto si confondono
nella sua mente; mentre sorge l’alba, si abbandona all’estasi irrazionale dell’attesa.

L’attesa è una non-azione, uno stato d’animo interiore, e tutta interiorizzata è la vicenda, al punto che l’allucinata e delirante interiorità psichica della donna appare paradossalmente come il solo elemento scenico-rappresentativo ‘concreto’ dell’opera, che inevitabilmente offre il fianco alle più diverse interpretazioni, in chiave simbolica, mitologica, letteraria, psicoanalitica, filosofica. La partitura di Erwartung è la prima integralmente atonale nella storia dell’opera, e ciò implica una ‘dissociazione’ dei parametri musicali tradizionali (armonici, ritmici, timbrici e melodici), che meglio di qualsiasi altro espediente teatrale restituisce la tensione drammatica e l’irrazionalità delle associazioni psichiche della donna. L’elemento portante della partitura è dato dalla proliferazione continua del canto che, nella varietà dei modi d’emissione indicati - dal quasi parlato all’arioso, dal declamato al lirico - aderisce alla logica testuale ed emotiva del dramma. (fonte internet)

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