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MUSICA CLASSICA E ARTE  2008

1905

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G. Mahler - Sinfonia n. 6 "Tragica" in la min.
Composta tra il 1903 e il 1905, la Sesta Sinfonia fu eseguita la prima volta a Essen, nell'ambito delle celebrazioni dell'Allgemeinen Deutschen Musikverein, sotto la direzione dell'autore, il 27 maggio 1906. Per questa sinfonia, le testimonianze della moglie del compositore (Alma) insistono specialmente sull'aspetto autobiografico e sulla premonizione dei colpi del destino (morte della primogenita, rottura con Vienna, malattia e morte prematura) che il musicista avrebbe subito e che sono simboleggiati dai colpi di martello del finale. D'altra parte è Mahler stesso a sottolineare il carattere di summa che la Sesta assume nei confronti di tutte le sue sinfonie precedenti: essa sarebbe così anche una riflessione sulla propria opera di compositore, più che sulla propria vita.

Il primo movimento è dichiaratamente in forma-sonata, con il segno di ritornello al termine dell'esposizione.
Una breve introduzione in ritmo di marcia funebre, che gran peso avrà nel corso di tutto il movimento, precede un primo tema, massiccio e minaccioso.
Dopo le complesse elaborazioni degli spunti iniziali appare un secondo tema, chiamato da Mahler "tema di Alma": l'indicazione agogica è qui Schwungvoll (Con slancio), e si concreta in una serie di gesti appassionati dei primi violini, pieni di tensione tonale e metrica.
Sviluppo, ripresa e coda elaborano ogni minuto particolare dei diversi motivi con alcuni fra i più tormentosi procedimenti di tutto il sinfonismo mahleriano. L'intenso drammatismo che vi si dispiega è soltanto interrotto da una zona timbricamente rarefatta, evocante un'immagine di alta montagna, con rintocchi di campanacci, che rappresenta una momentanea risoluzione dei contrasti, quasi un distacco dal mondo.

Il secondo movimento, Scherzo, può considerarsi un Làndler, di solito usato da Mahler nei tempi di danza delle sinfonie, trasfigurato in chiave di incubo, di demoniaca fantasticheria, ove tutto si altera e illividisce. Anche la tradizionale forma ternaria (Scherzo, Trio, Scherzo) subisce una enigmatica alterazione, con ritorni plurimi delle due idee principali, sempre profondamente modificate. Il ritmo del Trio (altvàterlich, secondo lo stile degli antenati) oscilla in continuazione tra battute ternarie e binarie.

Il terzo movimento (che talvolta si vede anteposto allo Scherzo) riprende la vena nostalgica e sentimentale dell' Adagietto della Quinta, ma conosce anche grandiosi crescendi e tratti tipicamente pastorali in cui tornano a risuonare le campane del gregge. Nel Finale, una delle più imponenti costruzioni sinfoniche di Mahler, è possibile individuare tre temi: il primo di marcia, il secondo appassionato es cantabile, il terzo flebile e trasognato. E evidente qui l'intenzione di esprimere idee di conflitti, di deliri, di sconfitte, ma è soprattutto a partire dalla parte centrale dello sviluppo che prende a dominare la sensazione di una sconfitta irreparabile, musicalmente confermata dai tremendi colpi di martello che riappaiono, con significato di totale liquidazione d'ogni idealità e d'ogni slancio, al termine della gran coda conclusiva, avvolta nell'ombra di una marcia funebre carica di presagi.

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