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MUSICA CLASSICA E ARTE  2008

1928

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Igor Stravinskij - Apollo
Verso la metà del 1927 la Fondazione Coolidge commissionò a Stravinskij un balletto per sei danzatori, la cui durata non avrebbe dovuto superare i trenta minuti.
Il compositore pensò subito a un argomento mitologico e alla scuola classica del balletto; la scelta cadde su Apollo e le muse, ma dato il ristretto gruppo di danzatori prescritto nella commissione, le muse furono ridotte da nove a tre: Calliope (poesia e ritmo), Polimnia (arte mimica) e Tersicore (danza).
La classicità del soggetto determinò alcune scelte decisive per l'immagine sonora del lavoro: l'orchestra limitata ai soli archi, l'armonia improntata a un rigoroso diatonismo, la quasi totale assenza di irregolarità ritmiche.
La stesura vera e propria iniziò alla metà di luglio del 1927; a settembre il prologo era già ultimato e nel giro di quattro mesi l'intera partitura fu completata.
La prima rappresentazione si svolse, come espressamente previsto dalla commissione, a Washington, il 27 aprile 1928.
Il 12 giugno successivo Apollon Musagète approdò a Parigi, con una nuova coreografia di Balanchine e con Serge Lifar nel ruolo di Apollo.
Questo balletto rappresentò per Balanchine la definitiva affermazione internazionale, nonché l'inizio di un lungo e fruttuoso sodalizio artistico con Stravinskij.
"Ciò che serve per l'ordinamento e la cristallizzazione di un'opera è che gli elementi dionisiaci che stimolano la fantasia di un compositore e fanno crescere la linfa della sua immaginazione siano messi sotto controllo prima di causare una febbre, siano insomma sottoposti a una disciplina: questo è l'ordine di Apollo".
Così si esprimeva Stravinskij nella Poetica della musica; in queste parole c'è tutta la concezione dell'Apollon Musagète, come appare evidente fin dal primo quadro, Nascita di Apollo.

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