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MUSICA CLASSICA E ARTE  2008

1923

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E.Varese - Octandre
OCTANDRE, per flauto, clarinetto, oboe, fagotto, corno inglese, tromba, trombone e contrabbasso
Ad un primo ascolto Octandre può far pensare al primitivismo stravinskiano, specialmente nell'orientaleggiare di certe inflessioni melodiche, oltre alla veste strumentale "barbarica," del tutto immemore delle sonorità romantiche, nemica di ogni divagazione e ammorbidimento.
Senonché a guardare bene, la prassi compositiva appare del tutto differente allorché l'attenzione si sposta dal "suono" in sé al rapporto formale che si istituisce tra i singoli elementi.
Va piuttosto additata l'estraneità dell'americano all'energia di un "discorso" inteso a sfruttare nuclei motivici in senso tematico ed estensivo (secondo un finalismo che in Stravinski malgrado tutto invece si realizza, anche se quasi esclusivamente nel ritmo): ancora in Ionisation la continuità, il consumo intenzionale del tempo è percepibile, ma qui in Octandre l'acuta individuazione delle caratteristiche strumentali conduce all'accostamento di crudi agglomerati sonori semplicemente giustapposti, ridotti a inquietanti "oggetti"disposti quasi spazialisticamente.

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